Il modello assistenziale proposto richiede una revisione del modello organizzativo-gestionale previsto dalla citata DGR 41-42433/1995 e s.m.i., mediante il superamento dell?attuale articolazione degli interventi nelle tipologie RSA e RAF in funzione di una maggiore flessibilità del servizio, fermi restando i requisiti strutturali oggi definiti per ciascuna di tali strutture.
Nel nuovo modello tracciato, la risposta residenziale viene personalizzata e calibrata su un livello più adeguato al complesso dei bisogni di salute e di assistenza dell?anziano. Pertanto l?organizzazione delle strutture erogatrici dell?assistenza residenziale deve essere orientata a garantire l?adattabilità della risposta in relazione alla specificità delle situazioni da trattare.
Il modello è pertanto fondato sul riconoscimento di un congruo livello di autonomia organizzativo-gestionale agli enti erogatori degli interventi residenziali, introducendo elementi di flessibilità funzionali al miglioramento qualitativo dell?assistenza erogata, al razionale utilizzo delle risorse e, in linea generale, ad una più completa espressione dell?efficienza gestionale degli enti.
Pertanto, ciascuna struttura erogatrice provvede ad articolare il proprio assetto gestionale, modulandolo per patologie omogenee o situazioni coesistenti e compatibili, in relazione alla fascia/fasce di intensità e livelli di complessità prestazionale complessivamente erogati, coerentemente con i principi e gli indirizzi stabiliti nel presente atto, fatto salvo quanto previsto dalla D.G.R. n. 29-29519 dell?1.3.2000, Allegato A, per quanto attiene ai nuclei speciali per l?assistenza a soggetti affetti da demenza di Alzheimer o da patologie correlate.
La disciplina specifica relativa al percorso assistenziale riguardante le persone affette da disturbi cognitivi (quali Alzheimer e altre demenze) è demandata ad apposito provvedimento della Giunta Regionale.
Nelle strutture con capienza inferiore ai 60 p.l., il modello organizzativo fondato sulla flessibilità degli interventi in relazione ai bisogni dei pazienti può essere attuato con opportuna gradualità, procedendo anche in via sperimentale, attraverso forme di collaborazione che possono generare un?esercizio coordinato delle funzioni, perseguendo livelli ottimali di efficacia, efficienza ed economicità nella gestione, nonché ottimizzando l?erogazione di prestazioni e di servizi di interesse comune.
Il presente assetto organizzativo-gestionale risponde all?obiettivo di condurre, a regime, le strutture residenziali socio-sanitarie per anziani verso un?articolazione degli interventi erogati, in forma singola o coordinata fra più presidi dello stesso territorio, su tutte le fasce d?intensità assistenziale e livelli di complessità prestazionale individuati nell?allegata Tabella A.
In ambito territoriale, le strutture residenziali socio-sanitarie e le AA.SS.LL. di riferimento definiscono uno specifico accordo sull?articolazione dell?assetto gestionale per l?erogazione dell?assistenza residenziale agli anziani non autosufficienti. Tali accordi vengono trasmessi alla Regione per il monitoraggio nell?ambito del Tavolo congiunto Regione-Territorio
La configurazione organizzativa della struttura e dei nuclei viene esplicitata e costantemente aggiornata in un apposito atto dell?organo di rappresentanza dell?Ente. |