LAVORARE IN QUALITA? E COME MIGLIORARLA.
A) ALCUNI ASPETTI GIURIDICI:
LA TUTELA PENALE DELL?ANZIANO NELLE CASE DI RIPOSO
L?analisi della tutela penale dell?anziano deve fare i conti innanzitutto con gli eventi che ne colpiscono l?integrita? psico-fisica.
LA RESPONSABILITA? DEI MEDICI, DEL PERSONALE INFERMIERISTICO, E AUSILIARIO:
In una struttura residenziale la qualita? della vita, la salute dell?anziano e? garantita dal contributo di un certo numero di profili professionali, medici,infermieri, e adest. L?evento lesivo per l?integrita? psico-fisico di un ospite e?, pertanto, oggetto, innanzitutto di valutazioni e di decisioni da parte di costoro. Qualora nonostante il loro intervento o proprio a causa del loro mancato intervento venga fatta una segnalazione all?autorita? giudiziaria, il magistrato dirigera? le sue attenzioni verso di loro perche? essi rappresentano la prima e fondamentale garanzia per l?anziano.
Al magistrato spetta, dunque, verificare, se tra il danno patito dall?anziano e il comportamento dell?operatore vi sia una relazione causale. Normalmente nei reati colposi questa relazione causale e? verificata dal fatto che l?operatore ha omesso un comportamento al quale era invece tenuto proprio per evitare il danno.
L?ABBANDONO:
Come abbiamo visto l?omissione di comportamenti doverosi(perche? imposti dalla legge o dall?autorita?) sono normalmente fonte di una responsabilita? per colpa. Ma se la mancanza dell?operatore espone ad evidente pericolo la vita di anziani particolarmente esposti a rischio per la loro integrita? fisica perche? incapaci di provvedere a se stessi, la responsabilita? dell?operatore assume tuttaltra colorazione e gravita?. Si parla, allora, di responsabilita? per dolo perche? il danno o anche solo il pericolo a cui vengono esposti gli anziani costituisce un evento che (anche se non pienamente ricercato) è in qualche modo accettato dagli operatori.
L?abbandono e? ancora piu? vistoso quando l?incapacita? dell?anziano di provvedere ai suoi interessi è caratterizzata da chiare patologie e il danno subito sia derivato da uno specifico obbligo di cura e custodia.
Osserva ancora la giurisprudenza che per parlarsi di abbandono il comportamento del responsabile deve essere oggettivamente idoneo a determinare, anche solo in via parziale, l?aggressione all?integrita? psico-fisico dell?anziano.
MALTRATTAMENTI:
All?interno delle strutture residenziali per anziani vi sono stati episodi di violenze e di abusi che hanno trasformato quei centri in veri e propi luoghi della sofferenza e dell?umiliazione. E? un fenomeno tragico. Tuttavia è bene ricordare che la giurisprudenza ha ravvisato gli estremi del maltrattamento, che per sua nature necessita di sofferenza e umiliazione, anche in relazione a comportamenti puramente omissivi proprio per il rilievo che ha in questa materia il rispetto degli obblighi giuridici di protezione delle persone deboli; sono maltrattamenti anche solo comportamenti vessatori, pressioni psicologiche, atteggiamenti di superiorita?, facendogli pesare il suo stato di necessita?.
ALTRI ELEMENTI QUALITATIVI:
Si tratta di porre in funzione preminente la persona anziana, con i suoi bisogni e con i suoi diritti, adeguando e modellando la struttura e la sua organizzazione al soddisfacimento di quei bisogni e al rispetto di quei diritti.
La CENTRALITA? DELLA PERSONA, mettiamo quindi al centro della nostra attenzione la persona, essendo consapevoli che questa persona e? un?anziano debole, fragile, malato.
A lui ci dobbiamo accostare con cautela, con la consapevolezza che i suoi bisogni e le sue aspettative non ci sono noti a priori, non sono quelli che presumiamo debbano essere, ritenendo che la nostra esperienza di lavoro o di dedizione ci consente di sapere cio? che gli serve; dobbiamo quindi sapere ascoltare e perche? cio? accada e? necessario che: il personale, primo fra tutti l?adest, sappia entrare in relazione con modalita? rispettose della persona, della sua privacy, operando con giusto equilibrio tra azioni di stimolo alla socialita? e accettazione della liberta?; l?organizzazione della struttura consente, favorisce questa pratica, la riconosce come momento gestionale essenziale.
a) Altrettanta, se non maggiore importanza, hanno l?organizzazione e l?uso degli spazi; le modalita? con cui vengono usati consente di percepire in modo immediato che aria si respira; quando c?e? un clima caldo e vitale e quando c?e? un clima freddo e spento; il risultato di buone modalita? e di un?organizzazione al servizio degli ospiti.
I criteri enunciati nel paragrafo precedente possono essere considerati dei pre-requisiti indispensabili per fornire un servizio di qualita?.
In questa ultima parte indichiamo alcuni esempi di requisiti organizzativi, di pratiche di lavoro, che contribuiscono ad aumentare il livello di qualita? del nostro presidio.
Presenza di un responsabile del presidio, professionalmente preparato.
Presenza di un programma di aggiornamento del personale.
Modalità di lavoro in èquipe.
Presenza per ciascun ospite di una cartella clinica, compilata correttamente e aggiornata costantemente, dal medico di medicina generale.
Presenza di un piano di assistenza individualizzato PAI per ciascun ospite.
Presenza di procedure per il passaggio consegne tra gli operatori(quaderno adest e quaderno infermieri).
Presenza di protocolli operativi, conosciuti e applicati dal personale, riguardanti la pulizia degli ospiti , la pulizia degli ambienti.
Organizzazione della giornata, secondo una scansione temporale, il piu? vicino possibile alle abitudini famigliari e non a quelle ospedalieri.
Presenza di un regolamento del presidio, nel quale siano indicati con chiarezza: le prestazioni compresi nella retta e quelle eventuali che ne sono escluse, i diritti degli ospiti.
Resta il fatto che il cammino deve proseguire nella consapevolezza che la finalita? delle struttura sia il benessere dell?ospite. |