L?esperienza del residenziale per anziani
PROCEDURE DELLA ?UNITA? OPERATIVA INTERNA?
E? all?interno dell?U.O.I. che si programmano gli interventi terapeutico riabilitativi per gli anziani.
Il Piano di lavoro giornaliero degli operatori addetti all?assistenza diretta.
Gli anziani non autosufficienti.
Nella nostra struttura troviamo la maggior parte degli anziani con diminuzione della capacità funzionale sia fisica, che psichica.
L?unitarietà dell?intervento per raggiungere gli obiettivi prefissati, di prevenzione, cura, mantenimento, recupero e riabilitazione è costante e permette lo sviluppo di un lavoro interdisciplinare mettendo a disposizione numerosi strumenti di integrazione.
Lo sforzo di tutti è concentrato nella riabilitazione dell?anziano per aiutarlo a vivere il meglio possibile accettando le proprie limitazioni e sostenendolo per garantirgli maggior autonomia possibile e quindi minor dipendenza.
Nuclei funzionali.
Per riuscire a dare agli ospiti un?assistenza differenziata il primo passo è stata la suddivisione della Casa di Riposo in nuclei funzionali dove i gruppi di anziani sono stati collocati con un criterio di omogeneità sulla base di una valutazione multidimensionale e multiprofessionale.
I nuclei sono:
-
nucleo per anziani con Demenza di Alzheimer, multinfartuale con deterioramento cognitivo medio-grave; Trattasi delle persone che invecchiano con perdita di autonomia a causa di plurimenomazioni, malattie croniche degenerative, esiti post-traumatici, declino mentale con turbe del comportamento etc. e che richiedono cure sanitarie ed assistenziali personalizzate impostate secondo standard qualitativi flessibili.
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ETÀ |
TOT. |
% |
| Anziani da 56 a 60 anni |
3 |
7,14 |
| Anziani da 61 a 65 anni |
3 |
7,14 |
| Anziani da 66 a 70 anni |
7 |
16,42 |
| Anziani da 71 a 75 anni |
5 |
11,90 |
| Anziani da 76 a 80 anni |
4 |
9,50 |
| Anziani da 81 a 85 anni |
12 |
28,50 |
| Anziani da 86 e oltre |
8 |
19,50 |
| Schede non compilate |
0 |
0,00 |
| TOTALE |
42 |
100,00 |
-
nucleo per anziani con patologie cronico-degenerative; riabilitazione e mantenimento di anziani affetti da patologie croniche invalidanti; anziani con limitazione funzionale. Il nucleo è un piccolo ambito dove vi alloggiano 20 ospiti all?interno del quale si riesce a dare un servizio flessibile e personalizzato all?anziano. Nel nucleo vi operano sempre gli stessi operatori con adeguata formazione e con un rapporto numerico conforme agli standard regionali e determinato a seconda della tipologia degli ospiti in base ai bisogni degli stessi. Per quanto riguarda gli Infermieri Professionali questi non operano solo in un nucleo considerato il loro numero complessivo che è di 2 a tempo pieno , gli Infermieri garantiscono comunque una presenza giornaliera di 15 ore. Il ruolo degli I.P. è di caposala e vicecaposala. Il nucleo facilita l?espressione di individualità e di socializzazione dell?anziano individuando precocemente i bisogni dell?anziano, e dei famigliari mediante una relazione quotidiana che favorisce la conoscenza con più possibilità di poter organizzare programmi di lavoro adatti per l?anziano con l?appoggio e condivisione da parte dei famigliari.
L?Unità Operativa Interna (U.O.I.)
Gli anziani usufruiscono di tutti i servizi della Residenza, vengono inseriti nei procedure più adeguati alle loro capacità in base ad una valutazione multidimensionale fatta dalla Unità Operativa Interna.
Gli ospiti usufruiscono del medico della struttura il quale ha funzione di direttore sanitario.
L?U.O.I. costituisce un momento fondamentale dell?organizzazione per arrivare al recupero delle risorse dell?ospite ed al miglioramento della qualità di vita mediante un intervento personalizzato, intensivo, globale, continuo ed adeguato.
Questi obiettivi si raggiungono mediante interventi che coinvolgono tutti gli operatori e le varie professionalità.
E? all?interno dell?U.O.I. che si programmano gli interventi terapeutico riabilitativi per gli anziani; si fa la valutazione multidimensionale per offrire all?anziano un trattamento multidisciplinare , un lavoro per procedure, un piano di assistenza individualizzato e di conseguenza un piano di lavoro flessibile differenziato tra i vari nuclei.
L?U.O.I. si riunisce mensilmente, vi partecipano la direzione, vicedirezione, caposala e vicecaposala, coordinatore generale ADEST.
Trimestralmente è prevista la presenza del direttore sanitario o degli specialisti consulenti esterni (psichiatra, psicologo, neurologo). Durante le riunioni si analizzano tutti i dati a disposizione sull?anziano.
I dati vengono raccolti dal colloquio con i famigliari e Infermiere Professionale, con l?osservazione da parte degli operatori, dalla documentazione clinica e dai risultati delle schede di valutazione multidimensionali che ci permettono di avere un orientamento globale sui problemi degli anziani. La scheda viene compilata dalla vicedirezione con attenzione ai seguenti aspetti:
Socio biografici; - Autonomia, mobilità, gestione del corpo, abilità domestiche ed extra domestiche; - Stato mentale ed affettivo: orientamento spazio tempo, memoria, cultura generale, depressione; - Socializzazione: relazione con i famigliari, amici, il comportamento; - Lo stato di salute.
Le fasi di organizzazione di una procedura sono:
- L?identificazione degli obiettivi che devono essere condivisi da tutto il gruppo, realistici e calibrati sulla base delle risorse dell?ospite; - La pianificazione dell?intervento, che richiede di stabilire: le priorità, il modo per raggiungere gli obiettivi, le figure professionali coinvolte. Si determina se l?intervento sull?anziano deve essere effettuato con aiuto parziale o totale. Vengono stabiliti i tempi e le modalità di verifica. - L?informazione agli anziani ed ai parenti interessati in modo da costituire una risorsa attiva al raggiungimento dell?obiettivo. - La verifica rappresenta una fase intermedia o finale ed è mirata all?analisi dei risultati raggiunti dopo il tempo stabilito. - Periodicamente si valuta il percorso effettuato, e le risorse impegnate, il processo attivato, i risultati oggettivi raggiunti sugli ospiti, e la qualità dell?assistenza.
Organizzazione del lavoro per procedure.
Il lavoro per procedure è complesso poiché ha come caratteristica un obiettivo definito attraverso l?analisi dei problemi, e una propria organizzazione che si deve inserire nel contesto generale. Attualmente i procedure in atto sono:
- vestizione; - igiene personale; - alimentazione; - prevenzione piaghe da decubito; - mobilità; - orientamento; - stimolazione sensoriale; - memoria; - manualità; - lettura del giornale; - uscite; - sorriso; - accoglimento; - tutor; - attività di animazione; - qualità; - rapporti con i famigliari; - riduzione della contenzione; - percezione visiva; - informazione; - attività di animazione.
Tali procedure vengono attuati da tutto il personale e ad alcuni collaborano i volontari.
Procedura vestizione e igiene personale.
Si svolge tutti i giorni al momento dell?alzata su alcuni anziani individuati con diversi obiettivi di autonomia da raggiungere.
L?operatore stimola l?anziano ad eseguire l?igiene personale, la pulizia del cavo orale e la vestizione con la scelta dell?abbigliamento.
Durante le varie fasi l?anziano viene incoraggiato a vestirsi bene, ad avere cura della propria persona, a pettinarsi guardarsi allo specchio per attivare la socializzazione e l?autostima,
Procedura incontinenza.
L?obiettivo è di stimolare l?anziano alla continenza vescicale (dopo aver stabilito le cause dell?incontinenza) portandolo in bagno ad orari stabiliti. Nella prima settimana del procedura c?è la fase dell?osservazione mediante la segnalazione su apposita scheda delle fasce orarie in cui l?anziano è maggiormente bagnato. Da questa analisi operatori ed Infermieri stabiliscono gli orari in cui l?anziano deve essere portato in bagno fino al recupero dell?autonomia.
Procedura alimentazione.
L?obiettivo è di stimolare l?anziano ad alimentarsi da solo e correttamente.
L?operatore deve aiutare l?anziano a mettere in mano le posate ed aiutarlo ad iniziare il pasto, aiutarlo a tagliare la carne chiedendogli sempre cosa vuole mangiare.
I famigliari vanno informati del procedura e stimolati a collaborare evitando di imboccare l?anziano.
Procedura orientamento.
L?obiettivo è la riduzione del disorientamento temporo-spaziale.
Il programma è condotto dall?operatore che da informazioni corrette sull?orientamento temporo-spaziale utilizzando oggetti ed argomenti stimolanti di riferimento.
Con questo programma si fa una stimolazione psico-sensoriale, il riconoscimento e l?associazione di oggetti.
In una scheda predisposta l?operatore segna le varie modificazioni comportamentali e le risposte.
Procedura motorio.
Viene fatto dall?operatore su indicazione del fisioterapista e rappresenta un valido strumento per conservare le abilità motoria, migliorare il ciclo sonno veglia, ed è inoltre un efficace strumento di socializzazione.
L?anziano, a volte è incapace di coordinare i movimenti, ha un ridotto senso di equilibrio con alta probabilità di cadute quindi la mobilità è molto importante.
Allo scopo di diminuire l?isolamento sociale l?attività motoria viene fatta in gruppo.
Il movimento viene attuato secondo le capacità dell?ospite tenendo conto della pluripatologia.
Gli esercizi che l?operatore fa fare ad un gruppo di anziani sono: ginnastica con accessori, senza accessori, sotto forma di gioco.
Esercizi semplici possono essere fatti anche dagli anziani in carrozzina.
Procedura lettura del giornale.
L?obiettivo è la stimolazione cognitiva generica. L?operatore legge il giornale assieme ad un gruppo di anziani ed insieme commentano i fatti del giorno.
Prevenzione piaghe da decubito.
Gli operatori dei vari nuclei dopo una adeguata formazione seguendo appositi schemi preparati dal Fisioterapista posturano gli anziani (ogni 2_3 ore) individuati a rischio di lesioni da decubito mettemdo, inoltre, in atto tutti gli accorgimenti di igiene personale, alimentazione, idratazione e l?uso di ausili.
La verifica di tale procedura e mensile.
Procedura tutor.
Ogni operatore si prende in carico tre ospiti (senza escludere dall?assistenza gli altri ospiti).
Effettua la visita di ingresso a domicilio con il coordinatore, l?assistente sociale, e compila la scheda informativa sull?ospite da presentare ai colleghi.
L?operatore tutor è presente durante l?accoglimento; compila dopo alcuni giorni dall?ingresso la scheda di valutazione multidimensionale dell?ospite che viene regolarmente aggiornata.
Si occupa della carrozzina, delle protesi, degli ausili, accompagna l?anziano a visite specialistiche.
Effettua visite in Ospedale in caso di ricovero. Partecipa alla stesura del P.A.I.
Programma di idrochinesi terapia
Gli obiettivi consistono nel permettere all?anziano di conoscere un nuovo modo di rapportarsi all?ambiente, migliorare il rapporto con il proprio corso, favorire la socializzazione, stimolare e mantenere le funzioni motorie.
Procedura rapporto con i famigliari.
La psicologa accoglie l?ospite appena giunto in struttura tenendo, in collaborazione con l?assistente sociale, i rapporti col famigliare. All?atto dell?ingresso vengono colte informazioni sull?ospite riguardo a:
- storia famigliare; - comportamento attuale e passato, sue variazioni nel tempo; - personalità; - rapporti con la famiglia.
Rapporti con anziano e vicinato.
Il famigliare viene inoltre informato sui programmi che si svolgono all?interno della struttura e che sono mirati a seconda delle capacità dell?ospite stesso (orientamento, riabilitazione di funzioni specifiche, sia comportamentali che cognitive, mobilità ecc..).
La psicologa è inoltre disponibile per i famigliari che necessitano di un sostegno nella loro relazione con l?ospite accolto, ed interviene nei casi di difficoltà che, in varia misura, coinvolgono il famigliare.
Programma manualità.
Gli obiettivi sono: stimolare e/o mantenere le capacità ed abilità manuali, stimolare la creatività, la coordinazione oculo manuale.
Programma percezione visiva.
L?obiettivo è l?esercizio delle funzioni cognitive superiori (comprensione, attenzione, memoria, ragionamento) tramite un training di stimolazione di base adatto alla tipologia di ospiti delle abilità visive (osservazione, descrizione, controllo):
Programma informazione.
L?obiettivo è favorire le relazioni interne e migliorare l?autonomia dell?ospite, abile cognitivamente, tramite lo scambio di informazioni e di punti di vista. Fondamentale è modificare comportamenti problematici intervenendo sulle relazioni circostanti.
Programma di stimolazione psico-sensoriale.
L?obiettivo è promuovere l?inserimento attivo dell?ospite anche con limitazioni psicomotorie, nella struttura, tramite un rapporto dinamico tra l?ambiente e la realtà interiore dell?individuo. L?effetto si realizza in una maggiore volontà comunicativa e motoria. Attraverso la stimolazione dei sensi si stimolano le funzioni superiori come l?attenzione e la memoria.
Procedura per controllo gestione e qualità.
La procedura Controllo di Gestione e valutazione della Qualità ha come obiettivo porre la Casa di Riposo nelle condizioni di valutare, produrre e controllare i risultati di qualità. In tal senso la procedura investe almeno quattro grandi aree della gestione:
1. la definizione ed il controllo dei risultati, attraverso gli strumenti di valutazione della Qualità; 2. il Controllo di Gestione, inteso come modalità di orientamento dei comportamenti verso gli obiettivi dell?organizzazione, attraverso gli strumenti tipici del Controllo, come il Foglio di processo; 3. la definizione ed il controllo del Budget dei Costi; 4. il coinvolgimento e lo sviluppo dei quadri Intermedi, dell?Ufficio di Controllo di Gestione e Valutazione della Qualità, dell?Unità Operativa Interna.
Il modello si basa sull?applicazione dei principi del Management by Objective e dell?Activity-Based Costing.
Presso la Casa di Riposo è in atto l?applicazione dell?intero sistema attualmente in due nuclei. La procedura ?accoglimento? si prefigge l?obiettivo di ?curare? il momento dell?entrata nella struttura dell?anziano, coinvolgendo tutte le figure professionali presenti ed i famigliari per dare all?anziano i supporti necessari a non vivere il ricovero come ?fine? in attesa della morte.
Il programma si articola nelle seguenti fasi:
a) visita domiciliare, da effettuarsi prima dell?accoglimento: prevede la presenza dell?assistenza domiciliare, operatore addetto all?assistenza (tutor), coordinatore socio sanitario o infermiere. L?obiettivo è la verifica delle condizioni psico-fisiche e sociali dell?anziano, la conoscenza del nucleo famigliare e la raccolta delle prime informazioni per la strutturazione di un primo quadro clinico di riferimento da cui trarre le prime informazioni necessarie per le altre figure professionali (addetto all?assistenza, infermieri ecc..). La visita domiciliare permette inoltre agli operatori di effettuare un primo colloquio con l?anziano e di informarlo sui servizi di cui potrà usufruire nella struttura.
b) La seconda fase del programma si occupa del momento più delicato per l?anziano, il momento dell?accoglimento. L?accoglimento è fatto al mattino, dall?assistente sociale e dall?educatore animatore, per dare modo all?anziano ad al famigliare di conoscere l?ambiente. Al famigliare è chiesto di rimanere tutta la giornata e nei giorni successivi di effettuare visite regolari. Nella prima giornata sarà quindi effettuata la visita medica.
c) Far visitare l?ambiente indicando la funzione precisa di alcuni luoghi, per esempio: la sala da pranzo, le sale comuni, il bar, i bagni, il giardino, la chiesa, il guardaroba, l?ambulatorio, ecc. Informarlo sugli orari: dei pasti, del medico, della pedicure, del barbiere, del parrucchiere, della messa, di chiusura dell?Ente ecc.. fargli conoscere altri ospiti magari dello stesso paese presentandolo e stimolandolo a chiacchierare e fare amicizia. Informarlo sulle varie figure professionali all?interno dell?ente (infermieri, fisioterapista, medici, ecc..) e stimolarlo a ricordare le persone che man mano conosce. Accompagnarlo in stanza; Fargli vedere dov?è dislocato il telefono, informarlo dei sistemi di chiamata di sicurezza e prevenzione interni alla struttura. Nei primi giorni, dopo l?accoglimento, sarà inoltre importante stimolarlo a ricordare la data del giorno, del mese, l?ora, i nomi dei parenti e degli amici, alcuno caratteristiche del paese di provenienza (il giorno del mercato, il nome del parroco, ecc..) la data di nascita, ecc?E? importante: stimolare fin da subito l?ospite a mantenere autonomia nell?effettuare piccole operazioni quali lavarsi, pettinarsi, ecc..
Riduzione della contenzione
Nel nostro Ente la contenzione fisica e farmacologica è molto ridotta e viene adottata dopo aver constatato l?impossibilità di ricorrere ad interventi-alternativi.
Sono definiti mezzi di contenzione fisica i dispositivi applicati al corpo o allo spazio circostante la persona per limitare la libertà di movimenti volontari. A volte la contenzione ci viene chiesta dai famigliari perché pensano sia l?unico modo per prevenire i traumi, le fughe, le cadute, o come conseguenza di abitudini già adottate nell?ambiente famigliare inizialmente.
Non è semplice spiegare loro che la contenzione non previene le cadute ma che gli effetti della contenzione sono più gravi che lo stato confusionale e l?irrequietezza aumenta, che c?è diminuzione della massa muscolare, del tono, della forza, dell?incontinenza, che c?è l?insorgere delle piaghe da decubito ecc..
Per ovviare alla contenzione si sono ricercati degli adattamenti ambientali e risposte assistenziali adeguate con un continuo monitoraggio da parte del personale sullo stato di salute degli ospiti, seguito da un ambiente assistenziale simile a quello famigliare. Il personale è stato formato per rispondere adeguatamente allo stato di agitazione dell?ospite e sull?uso di tecniche di riabilitazione appropriate e sui programmi individuali sopracitati.
La contenzione viene attuata solo in circostanze eccezionali su prescrizione medica secondo le modalità della sanità universale ed è solo temporanea ed adottata dopo una attenta valutazione delle condizioni della persona. Con i corsi di formazione finalizzati agli obiettivi della struttura si orienta il comportamento degli operatori.
Formazione del personale.
La formazione avviene attraverso momenti di aggiornamento sulla conoscenza degli ospiti, sulle problematiche dell?invecchiamento e sulle patologie principali con le relative implicazioni relazionali, di cure, e riabilitazione nella gestione del quotidiano. Importante è il lavoro di gruppo: come momento di confronto ed integrazione tra le competenze.
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